Intervista a Giovanni, un Lavoratore Interinale

Giovanni, 37 anni, sposato e padre di due bimbi, lavora come magazziniere in un supermercato. Certamente un lavoro come tanti altri, ma con un punto interrogativo in più: la speranza di un rinnovo del contratto ad ogni fine mese!

Da quanto tempo lavori in un supermercato?
Da due anni e mezzo circa.
E che tipo di contratto hai firmato?
In realtà non ho un contratto con l’azienda in cui presto servizio, ma firmo ogni mese il contratto con l’agenzia interinale che mi ha assunto per conto del supermercato.
Come funziona il pagamento dello stipendio?
Ogni 15 del mese l’agenzia versa sul mio Conto corrente lo stipendio mensile.
Ma ci sono differenze tra la tua paga e quella di un dipendente dell’azienda che svolge la tua stessa mansione?
A livello di paga oraria no, l’unica differenza è che nel mio salario è compresa ogni mese anche una particina di Tfr (trattamento di fine rapporto), poiché in caso di interruzione del rapporto di lavoro non ci viene corrisposto come invece succede ai dipendenti diretti.
Che grado di sicurezza ti da questa modalità di lavoro?
Pochissima sicurezza, per non dire praticamente nulla. Purtroppo chi come me si è ritrovato improvvisamente senza lavoro, ha dovuto affidarsi alle agenzie interinali ed accettare anche rapporti di lavoro a tempo determinato, che in realtà di danno sempre la sensazione di essere “in bilico” e quindi non resta che sperare che il rinnovo arrivi sempre oppure che un bel giorno l’azienda decida di assumerti direttamente a tempo indeterminato.
Voi lavoratori “in affitto” potete richiedere mutui o prestiti?
Mutui proprio no. Appena in banca presenti busta paga e contratto e si rendono conto dei termini del rapporto di lavoro, bocciano tutto in partenza. Per quanto riguarda i prestiti invece, alcune tipologie vengono concesse, ma devono riguardare cifre abbastanza esigue, altrimenti è necessario un garante.

Questa è purtroppo una situazione attualmente molto comune, che non trasmette ai giovani nessuna sensazione di sicurezza per il futuro… Questa precarietà è la causa dei pochi matrimoni, della diminuzione delle neofamiglie, dopotutto come si può pensare di costruirsi un futuro senza nessuna certezza? E chi si ritrova a dover ripiegare su un lavoro temporaneo quando già ha dei bambini da mantenere, vive con un continuo timore ad ogni sperato rinnovo.

Ecco uno spaccato di vita dell’Italia di oggi… a voi le riflessioni!

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